11. aprile 2013

Arriva Voxtel

smartphone (© bloomua - Fotolia)

smartphone (© bloomua - Fotolia)

Nell’era degli smartphone sempre più tecnologici ed evoluti l’accesso e l’utilizzo di questi onnipresenti dispositivi per le persone con disabilità, così come per gli anziani, si fa sempre più complicato. Tasti troppo piccoli, schermi ridotti, fruizione non immediata dei più semplici servizi di telefonia rendono lo smartphone più alla moda un oggetto non immediato per l’uso di talune persone.

Così la casa AEG ha pensato di commercializzare un cellulare pensato proprio per quelle persone che con gli smartphone di ultima generazione, o i classici cellulari, hanno delle difficoltà. Non solo disabili quindi, ma anche anziani che hanno necessità di comunicare con il prossimo in maniera veloce e sicura, anche in casi di emergenza. Il Voxtel S120 sarà presto disponibile anche in Italia, sarà distribuito da President, anche se ancora non si conosce il prezzo di lancio. Si caratterizza per essere un telefono portatile con tasti molto grandi, uno schermo altrettanto spazioso, fornito di una luce lampeggiante per essere trovato immediatamente. Per andare incontro alle esigenze di chi ha problemi d’udito inoltre il Voxtel ha una suoneria potenziata. La grande novità del Voxtel é inoltre la possibilità di effettuare chiamate immediate (fino a quattro) semplicemente cliccando su un bottone che reca la foto della persona più vicina al possessore del telefono. Un parente, un amico, una persona di sostegno. La chiamate verrà così inoltrata automaticamente.

Il nuovo telefono cellulare ha una rubrica che può contenere fino a 20 a persone e vanta 10 ore di autonomia, più 100 ore in stand by. Un telefono semplice, di utilizzo immediato che può davvero aiutare le persone a comunicare, scevro di tutte le altre funzionalità che spesso, per alcuni, sono solo delle inutili complicazioni.

21. marzo 2013

Accessibilità ai siti della PA

Accessibilità online (© LUCKAS - Fotolia)

Accessibilità online (© LUCKAS - Fotolia)

Internet è, o meglio potrebbe essere, una grandissima opportunità per i disabili per vivere una vita più ricca e integrata nella società cui appartengono, se tutti i siti avessero cura di seguire le linee-guida dell’accessibilità per chi ha handicap visivi, uditivi, problemi di apprendimento, deficit cognitivi, difficoltà motorie e/o nel parlato e per gli anziani.

Un’importante misura in questa direzione è quella promossa dal ministro all’Istruzione con delega all’innovazione delle PA Francesco Profumo, che tramite decreto ha aggiornato i parametri tecnici di accessibilità che i portali online della Pubblica Amministrazione devono possedere, sulla scorta di quanto suggerito dall’Unione Europea. Gli standard sono quelli internazionali W3C WCAG 2.0, ovvero quelli fissati dal World Wide Web Consortium, il cui direttore è l’inventore del web Tim Berners-Lee. Un esempio semplice è quello di fornire un’alternativa testuale a tutti i contenuti non testuali, in modo tale che possa essere facilmente ingrandito o convertito in braille o text to speech.

L’Italia è tra i primi Paesi dell’Unione a recepire tali standard nel settore pubblico. Per la stesura del decreto sono state ascoltate associazioni di programmatori e sviluppatori, di disabili e i rappresentanti della Pubblica Amministrazione.

La filosofia di fondo è che ogni cittadino deve poter utilizzare senza difficoltà ogni singolo servizio presente sulle pagine dei siti della PA, e pertanto l’accessibilità diventa un criterio primario che ne deve guidare le specifiche tecniche. Il decreto stabilisce inoltre che ai “programmi statici” vanno preferiti quelli sociali, in modo tale che anche il cittadino disabile possa richiedere o fornire informazioni, non più “spettatore passivo” ma soggetto attivo cui sia permesso di interagire. I servizi in questione sono infatti fondamentali: sanità, sicurezza sociale, lavoro e occupazione, iscrizioni scolastiche ed universitarie, richiesta di documenti e certificati.

27. gennaio 2012

Tecnologia accessibile

scritto da: Luca Tags: , , , , , 0 commenti

La tecnologia come strumento di comunicazione e d’informazione è stata declinata anche alle esigenze di chi ha problemi di ridotta capacità motoria o handicap legati alla vista. La strada da percorrere è ancora lunga, specie nei campi di applicazione che rimangono ancora molteplici e su più livelli. Se da una parte le persone non vedenti con i vecchi cellulari ad esempio avevano comunque la possibilità di utilizzare le vecchie tastiere, adattate alle loro esigenze, oggi con la diffusione del touch screen quello che sembrava un problema superato, si ripresenta inevitabilmente.

© LUCKAS Kommunikation - Fotolia

© LUCKAS Kommunikation - Fotolia

Per evitare che le persone disabili vengano escluse dai progressi tecnologici, due ricercatori spagnoli hanno messo a punto un’applicazione denominata Eyes Touch, capace di rendere gli smartphone accessibili a tutti. Si tratta in pratica di una tastiera Braille da applicare sullo schermo del telefono tramite uno screensaver removibile. L’applicazione conta anche di un comando vocale per evitare errori di digitazione. E non è l’unica novità tecnologica che tiene conto delle esigenze delle persone disabili.

Nell’Oregon è partito un progetto pilota per le votazioni politiche tramite iPad. Chi è impossibilitato ad andare direttamente alle urne o ha difficoltà motorie o deficit alla vista potrà esprimere la propria preferenza direttamente su iPad, tramite un software dedicato, messo a punto grazie alla collaborazione con Apple. Un funzionario statale porterà a domicilio l’iPad sul quale votare, con la possibilità di ingrandire i caratteri sullo schermo e avvalersi di una voce guida. Una volta votato la scheda verrà stampata e inviata direttamente all’ufficio elettorale. Un passo in avanti significativo che dovrebbe estendersi anche agli altri Stati e che conferma come un utilizzo mirato delle nuove tecnologie possa rappresentare un valido strumento per la partecipazione davvero collettiva alla vita sociale e politica di un Paese.

23. gennaio 2012

Cinema senza barriere

© Felix Pergande - Fotolia

© Felix Pergande - Fotolia

Aiace Milano e ‘Raggio Verde’ in collaborazione con il ‘Cinema dei Piccoli’ di Villa Borghese e ‘CortoItaliaCinema’ hanno organizzato a Roma la bellissima iniziativa ‘Cinema senza barriere‘ che rende possibile agli udenti e non vedenti di immergersi nel mondo del cinema. L’ingresso è gratuito e la proiezione aperta a tutti fino ad esaurimento posti. Martedì 24 gennaio alle ore 18.45 al ‘Cinema dei Piccoli’ verrà proiettato il film diretto da Pupi Avati ‘Il cuore grande delle ragazze’. In sala saranno presenti il regista e l’attrice non vedente Paola Persia, che nel film interpreta il ruolo della direttrice del complesso musicale ‘Gli orbini di Persiceto’. Inoltre la sala ospiterà anche la consigliera comunale di Roma Capitale, Gemma Azuni, sostenitrice del progetto ‘Cinema senza barriere’.

Il progetto che permette questa ‘visione’ particolare prevede una distribuzione di cuffie a raggi infrarossi ai non vedenti che diffondono un commento audio, con dati aggiuntivi rispetto ai dialoghi del film e descrivono ad esempio stati d’animo, azioni, paesaggi e modalità di ripresa. I non udenti invece potranno leggere i sottotitoli contenenti didascalie con indicazioni specifiche su rumori e suoni e sulla colonna sonora per permettere loro di vivere un’esperienza del cinema più completa.

Anche a Portici è stata recentemente inaugurata una serata di cinema senza barriere al cinema teatro ‘De Filippo’ per far vivere ai non vedenti l’esperienza della sala cinematografica. La serata è stata organizzata dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Portici ed Ercolano e dalla sezione provinciale dell’Unione nazionale italiana volontari pro ciechi. Durante la proiezione del film “Si può fare” con Claudio Bisio riguardante una storia di una cooperativa sociale di disabili mentali, che trasmette il principio di non arrendersi mai nella vita, uno speaker descrive in diretta le scene. Il Presidente dell’Unione nazionale italiana volontari pro ciechi Salvatore Petrucci cerca di spiegare attraverso questo ed altri progetti che in nessun campo l’integrazione è impossibile. Egli aveva infatti anche organizzato in precedenza le mostre tattili.

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