7. maggio 2012

Dove andare in vacanza?

Sta per arrivare l’estate e con lei la voglia irrefrenabile di andare in vacanza.

© mangostock - Fotolia

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Tuttavia i soldi sono pochi e, in più, per le persone disabili, sono poche le offerte di strutture in grado di rispondere alle necessità dei vacanzieri. Anche se si sta lavorando a rendere sempre più strutture accessibili ai disabili, la domanda supera ancora di molto l’offerta. Infatti solamente il 28% delle abitazioni destinate a scopi vacanzieri dispongono di attrezzature adatte. Dall’indagine condotta recentemente da immobiliare.it è emerso che la regione più attrezzata ad accogliere i turisti con disabilità è l’Emilia Romagna, in particolare presso la riviera, dove 4 case su 10 sono attrezzate per ospitare persone affette da disabilità motoria. Anche il Veneto ha una buona media offrendo il 38% delle case vacanze attrezzate. Sempre il 38% delle case vacanze sono attrezzate per disabili in Toscana sulla costa etrusca. Anche le Dolomiti trentine e la riviera occidentale ligure ha una buona media. I disabili hanno bisogno di molte attrezzature per passare una vacanza all’insegna del relax e del divertimento. La casa deve essere innanzitutto spaziosa e deve essere pronta ad accogliere un animale domestico dato che le persone disabili viaggiano molto spesso con il proprio animale. Infine il disabile deve poter contare su un comodo parcheggio auto.
Un problema ancora non risolto e non trattato dalle istituzioni italiane è purtroppo la legge secondo la quale a una disparità tra domanda e offerta segue un aumento dei prezzi. Per le persone affette da disabilità infatti questa legge è molto ingiusta. A causa di questa legge in media una vacanza costa ai disabili 5% in più. In alcune zone d’Italia l’aumento arriva addirittura a sfiorare l’11 %, ad esempio in Friuli, o il 12% nella costiera amalfitana e nella Costa viola calabra.

2. aprile 2012

Paraolimpiadi

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La passione per lo sport, la competizione salutare e la disciplina richiesta non sono solo appannaggio delle persone senza disabilità fisiche. Oggi l’impegno e l’amore per una disciplina sportiva possono coniugarsi tranquillamente con un handicap fisico, portando atleti da tutto il mondo a dedicarsi alle loro attività in maniera agonistica, di altissimo livello.

©panthermedia.net/Shariff Che'Lah

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I giochi paraolimpici nascono per volontà del dottor Ludwig Guttmann che nel 1948 organizzò i Giochi di Stoke Mandeville, pensati per i veterani della seconda guerra mondiale con danni alla colonna vertebrale; ben presto si unirono ai giochi anche atleti provenienti da altre nazioni. I giochi si caratterizzarono sin dai loro inizi come evento internazionale e nel 1960 vennero disputate a Roma, nello stesso anno quindi della XVII Olimpiade. La proposta del medico Antonio Maglio, allora direttore del centro paraplegici dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro iniziò la tradizione che vide i giochi organizzati in Paesi diversi. Nel 1964 si tennero a Tokyo, sempre in concomitanza con le Olimpiadi. Israele, Germania e Canada furono le sedi successive dei giochi. Accanto alle tradizionali Paraolimpiadi si tengono dal 1976 anche quelle invernali, inaugurate quell’anno in Svezia.

Nel 2001 è stato siglato l’accordo tra il Comitato Olimpico Internazionale e il Comitato Paralimpico Internazionale, in base al quale ufficialmente le Paraolimpiadi vengono abbinate ai Giochi Olimpici classici. In Italia la dicitura della Federazione Italiana Sport disabili è dal 2004 “Comitato italiano paraolimpico”. Una bella realtà che apre le possibilità di successo e di competitività anche a coloro i quali non potrebbero partecipare alle regolari Olimpiadi e mostra come una diversa abilità non sia necessariamente un ostacolo alla propria realizzazione personale e sportiva.

26. marzo 2012

Donne coraggiose

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Marzo è il mese della Giornata Internazionale delle Donne, una ricorrenza importante che sottolinea i cambiamenti  e le battaglie vinte per quanto riguarda i diritti delle donne e riporta l’attenzione su tutte quelle battaglie ancora da vincere.

© goodluz - Fotolia

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Battaglie che non riguardano soltanto le drammatiche condizioni in cui versano le donne nei Paesi in via di Sviluppo o nei regimi dittatoriali, ma le donne che vivono nel nostro stesso quartiere, picchiate dai mariti e vittime di violenze fisiche o psicologiche all’interno della famiglia o del contesto lavorativo. Perché sono le battaglie vicine a noi quelle per le quali possiamo fare nell’immediato qualcosa; donne maltrattate perché donne e perché in alcuni casi disabili.

Raccapriccianti sono le notizie di cronaca che riportano i casi di disabili violentate o maltrattate. Una società dalla vocazione civile deve intervenire su più fronti, per arginare i problemi che derivano dalla condizione di disabilità. Problemi non insiti alla condizione stessa, bensì generati dall’ignoranza che così li percepisce. E non c’è allora da stupirsi se sempre più donne disabili hanno difficoltà a trovare un impiego o se molte madri di figli portatori di handicap devono rinunciare al lavoro perché abbandonate dalle istituzioni e dal sociale.

Recentemente Nina Daita, la responsabile dell’area disabilità per Cgil in un’intervista, poneva proprio il punto sulla necessità di politiche di sviluppo per i lavoratori disabili all’interno della riforma del mercato del lavoro. Sottolineava inoltre il fatto che di 3milioni di disabili in Italia, ben il 60% sia donna e donne sono la metà degli oltre 700mila disabili iscritti alle liste obbligatorie di collocamento. Dati che fanno riflettere sulla necessità di un cambiamento nelle strutture, nella legislazione, nella mentalità della società in toto, spesso troppo impegnata in battaglie contro i mulini a vento per accorgersi delle vere priorità.

23. marzo 2012

Agevolazioni auto

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© Cyril Comtat - Fotolia

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I disabili o le loro famiglie possono beneficiare di quattro agevolazioni fiscali nel settore auto: l’IVA agevolata, la detraibilità IRPEF, l’esenzione dal pagamento del bollo auto e l’esenzione dalle imposte di trascrizione sui passaggi di proprietà. Guardiamo insieme le agevolazioni nel dettaglio e chi ne ha effettivamente diritto secondo la legge italiana.
Le agevolazioni fiscali sono destinate ai non vedenti e ai sordi, ai disabili con handicap di natura psichica o mentale che posseggono l’indennità di accompagnamento, i disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o quelli affetti da pluriamputazioni e infine disabili con limitata o impedita capacità motoria.
L’acquisto di autovetture, che siano nuove, usate o auto km zero, è agevolata grazie all’applicazione dell’IVA al 4% rispetto al comune 21%. Tale agevolazione riguarda le vetture dotate di cilindrata fino a 2000 centimetri cubici con motore a benzina e 2800 centimetri cubici con un propulsore diesel. Le persone disabili hanno inoltre il diritto di esimersi dal pagamento del bollo. Per ottenere tale agevolazione il disabile o il familiare con il disabile a carico dovrà rivolgersi all’Ufficio Tributi della propria Regione. Inoltre le persone disabili sono esenti dall’imposta di trascrizione al PRA nel caso di passaggi di proprietà.
All’interno della guida “Agevolazioni per il settore auto” è possibile leggere le categorie di autoveicoli ai quali sono applicabili le agevolazioni, tra cui le motocarrozzette, gli autoveicoli o motoveicoli per uso promiscuo o per trasporto specifico del disabile e l’autocaravan. Anche per la riparazione (non però per la manutenzione) i disabili hanno diritto ad una detrazione d’imposta pari al 19%.
Le agevolazioni elencate sono usufruibili dal disabile o dal familiare che lo ha a carico con un proprio reddito mensile.

13. febbraio 2012

USA, turismo senza barriere

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La scelta di dove trascorrere le vacanze non è sempre facile per le persone affette da disabilità. Bisogna scegliere accuratamente la propria meta e assicurarsi che ci siano le strutture adatte. Oggi vi proponiamo delle possibili destinazioni negli Stati Uniti d’America dove sarà possibile trascorrere una vacanza senza barriere.
Gli Stati Uniti influenzano da un paio di secoli gran parte della nostra storia, politica, economia e la cultura di massa di tutto il mondo, in particolare quello occidentale. I segreti di questo paese sono immensi e non basterà di certo un solo viaggio per scoprire tutti i lati di questo meraviglioso e immenso Stato e soprattutto capire come un paese riesca a mantenere un’identità così radicata nonostante la diversità culturale, etnica, religiosa e linguistica che questo paese raccoglie.

© Gary - Fotolia

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Tre sono le città da visitare assolutamente: Washington D.C., New York e Los Angeles, città all’avanguardia che dispongono di diverse strutture per disabili e consentono alle persone con difficoltà motorie di visitarle senza barriere.
Inoltre, nel caso si decidesse di fare un viaggio negli USA, non sono da perdere i Niagara Falls, le cascate più celebri al mondo, situate tra Canada e USA. La maggior parte dei sentieri è accessibile ai portatori di handicap. Qui si possono noleggiare delle sedie a rotelle al centro Visitatori e Nal Niagara Torism & Convention Corporation. Un’altra destinazione di cui non vi pentirete di averla visitata è il Gran Canyon in Arizona situato nel Parco Nazionale del Gran Canyon, uno dei primi parchi nazionali degli USA. Il paesaggio che offre questo luogo è altamente suggestivo: una gola lunga circa 446 chilometri e profonda 1.600 metri. Con la richiesta di un apposito pass, i disabili potranno visitare in macchina luoghi che normalmente sono chiusi al pubblico avendo così la possibilità di fare un viaggio unico e spettacolare. Infine consigliamo il Yellowstone National Park a Idaho dichiarato patrimonio dell’UNESCO fondato già nel 1872. Molte zone d’interesse del parco sono visitabili senza necessitare un accompagnamento o assistenza.

30. gennaio 2012

Il caso nel Casertano

 

© noel moore - Fotolia.

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In Italia il trasporto per i disabili non è purtroppo ancora un servizio scontato, come testimonia questa triste storia a liete fine. Con grande sollievo è stata accolta la notizia nel Casertano qualche giorno fa. Il giudice del tribunale di Marcianise, Roberto Notaro, ha condannato il Comune di Portico di Casertaal trasporto di un paziente disabile, un ragazzo minorenne autistico sin dalla nascita. I genitori avevano fatto ricorso dopo anni di richieste d’aiuto che non erano state ascoltate da nessuno.

La decisone presa dal tribunale rappresenta una vera e propria svolta per la famiglia che si é vista costretta a lottare per anni per un diritto che sulla carta le spettava. Il legale della famiglia ha dichiarato l’importanza della sentenza, dato che afferma i diritti dei cittadini più deboli. Il diritto alla salute e al trasporto sono infatti diritti che vanno garantiti in qualsiasi momento, nonostante i problemi economici che ha il nostro Paese o un singolo Comune. A causa di mancanza di fondi il Comune di Portico di Caserta fino ad adesso non aveva previsto un mezzo pubblico per i cittadini disabili. Tutte le famiglie con a carico persone affette da disabilità erano costrette, fino alla recente decisione del giudice, di provvedere da sole e senza aiuti al trasporto dei propri famigliari non autonomi.

Al Comune, che conta 7.000 abitanti, mancavano infatti i mezzi che permettevano un servizio per il trasporto scolastico e per finalità riabilitative. Grazie a quanto disposto dal giudice il ragazzo minorenne avrà ora la possibilità di raggiungere con un mezzo pubblico il ‘Centro di Associazione Italiana per l’Assistenza Spastici di Cicciano’ che il ragazzo visita quotidianamente dal lunedì al sabato dalle 9 alle 15. Il giudice ha inoltre denunciato la ingiustificata compressione del diritto alla salute che il Comune di Portico avrebbe dovuto garantire per legge.

30. gennaio 2012

Agenzia Lavoro Disabili

In Italia l’inserimento dei disabili nel mondo lavorativo è ancora un processo difficile; iniziative in questo senso tendono a sensibilizzare l’opinione pubblica e creare offerte di inserimento reali e proficue per entrambi le parti. Un riconoscimento importante per una società italiana arriva nell’ambito della Global Social Venture Competition (Gsvc), premio internazionale pensato dall’Università di Berkeley, che va a premiare le migliori tra le realtà imprenditoriali impegnate nello sviluppo sociale e a basso impatto ambientale.

© alphaspirit - Fotolia

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Nella sezione italiana l’Agenzia Lavoro Disabili ottiene così il primo posto, seguita al secondo da Mapability e al terzo da Nucafe. L’Agenzia è stata fondata a Civitanova Marche, in provincia di Macerata da Daniele Regolo, disabile uditivo. L’idea imprenditoriale del giovane si basa sulla necessità di creare un punto d’incontro per la domanda e l’offerta di lavoro riservata alle persone portatrici di handicap. Con l’aggiudicazione del premio la piattaforma virtuale ha vinto la possibilità di entrare in contatto con possibili investori, tramite il progetto U-Start e di partecipare alle selezioni europee della competizione.

Al momento sono 300 gli iscritti all’Agenzia Lavoro Disabili e già alcune società di ricerca personale si sono aggiunte tra quelle che ricercano, a dimostrazione del fatto che sono i curricula vincenti, le competenze, le specificità a risultare determinanti. La piattaforma marchigiana si profila quindi come unico e innovativo luogo virtuale in cui concentrarsi per la ricerca di un lavoro, indipendentemente dai propri handicap. Lo scopo dell’Agenzia è quello di muovere passi piccoli nella giusta direzione, come conferma il fondatore dell’Agenzia. Contare cioè su aziende realmente interessate al potenziale di nuovi professionisti portatori di handicap; in questo senso il riconoscimento ottenuto conferma la giusta direzione intrapresa dalla società e offre un importante vetrina per farsi conoscere sempre di più.

27. gennaio 2012

Tecnologia accessibile

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La tecnologia come strumento di comunicazione e d’informazione è stata declinata anche alle esigenze di chi ha problemi di ridotta capacità motoria o handicap legati alla vista. La strada da percorrere è ancora lunga, specie nei campi di applicazione che rimangono ancora molteplici e su più livelli. Se da una parte le persone non vedenti con i vecchi cellulari ad esempio avevano comunque la possibilità di utilizzare le vecchie tastiere, adattate alle loro esigenze, oggi con la diffusione del touch screen quello che sembrava un problema superato, si ripresenta inevitabilmente.

© LUCKAS Kommunikation - Fotolia

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Per evitare che le persone disabili vengano escluse dai progressi tecnologici, due ricercatori spagnoli hanno messo a punto un’applicazione denominata Eyes Touch, capace di rendere gli smartphone accessibili a tutti. Si tratta in pratica di una tastiera Braille da applicare sullo schermo del telefono tramite uno screensaver removibile. L’applicazione conta anche di un comando vocale per evitare errori di digitazione. E non è l’unica novità tecnologica che tiene conto delle esigenze delle persone disabili.

Nell’Oregon è partito un progetto pilota per le votazioni politiche tramite iPad. Chi è impossibilitato ad andare direttamente alle urne o ha difficoltà motorie o deficit alla vista potrà esprimere la propria preferenza direttamente su iPad, tramite un software dedicato, messo a punto grazie alla collaborazione con Apple. Un funzionario statale porterà a domicilio l’iPad sul quale votare, con la possibilità di ingrandire i caratteri sullo schermo e avvalersi di una voce guida. Una volta votato la scheda verrà stampata e inviata direttamente all’ufficio elettorale. Un passo in avanti significativo che dovrebbe estendersi anche agli altri Stati e che conferma come un utilizzo mirato delle nuove tecnologie possa rappresentare un valido strumento per la partecipazione davvero collettiva alla vita sociale e politica di un Paese.

23. gennaio 2012

Cinema senza barriere

© Felix Pergande - Fotolia

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Aiace Milano e ‘Raggio Verde’ in collaborazione con il ‘Cinema dei Piccoli’ di Villa Borghese e ‘CortoItaliaCinema’ hanno organizzato a Roma la bellissima iniziativa ‘Cinema senza barriere‘ che rende possibile agli udenti e non vedenti di immergersi nel mondo del cinema. L’ingresso è gratuito e la proiezione aperta a tutti fino ad esaurimento posti. Martedì 24 gennaio alle ore 18.45 al ‘Cinema dei Piccoli’ verrà proiettato il film diretto da Pupi Avati ‘Il cuore grande delle ragazze’. In sala saranno presenti il regista e l’attrice non vedente Paola Persia, che nel film interpreta il ruolo della direttrice del complesso musicale ‘Gli orbini di Persiceto’. Inoltre la sala ospiterà anche la consigliera comunale di Roma Capitale, Gemma Azuni, sostenitrice del progetto ‘Cinema senza barriere’.

Il progetto che permette questa ‘visione’ particolare prevede una distribuzione di cuffie a raggi infrarossi ai non vedenti che diffondono un commento audio, con dati aggiuntivi rispetto ai dialoghi del film e descrivono ad esempio stati d’animo, azioni, paesaggi e modalità di ripresa. I non udenti invece potranno leggere i sottotitoli contenenti didascalie con indicazioni specifiche su rumori e suoni e sulla colonna sonora per permettere loro di vivere un’esperienza del cinema più completa.

Anche a Portici è stata recentemente inaugurata una serata di cinema senza barriere al cinema teatro ‘De Filippo’ per far vivere ai non vedenti l’esperienza della sala cinematografica. La serata è stata organizzata dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Portici ed Ercolano e dalla sezione provinciale dell’Unione nazionale italiana volontari pro ciechi. Durante la proiezione del film “Si può fare” con Claudio Bisio riguardante una storia di una cooperativa sociale di disabili mentali, che trasmette il principio di non arrendersi mai nella vita, uno speaker descrive in diretta le scene. Il Presidente dell’Unione nazionale italiana volontari pro ciechi Salvatore Petrucci cerca di spiegare attraverso questo ed altri progetti che in nessun campo l’integrazione è impossibile. Egli aveva infatti anche organizzato in precedenza le mostre tattili.

15. gennaio 2012

Dati sull’inserimento lavorativo

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L’inserimento dei disabili nel campo professionale è una questione che in Italia bisogna ancora trattare ampiamente dato che vede ancora molti problemi e diritti calpestati. Servirebbe infatti una legge per tutelare e garantire maggiormente il diritto del lavoro e per facilitare l’inserimento lavorativo dei disabili. Nel nostro Paese più della metà delle persone affette da disabilità, in totale quasi il 66%, è attualmente senza occupazione. La triste realtà è che le aziende preferiscono in molti casi pagare multe e sanzioni piuttosto che assumere un disabile, mentre potrebbero invece godere di vantaggi fiscali garantiti dallo Stato.

© Robert Kneschke - Fotolia

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La legge in vigore riserva teoricamente ai diversamente abili circa 100.000 posti di lavoro. A questo proposito sono interessanti i risultati della ricerca svolta da Isfol, l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, durata quattro anni e promossa dal Ministro del Lavoro che ha evidenziato un quadro positivo dell’inserimento dei lavoratori con disabilità psichica all’interno di aziende italiane.

I dati dell’indagine sono stati presentati nel corso del convegno nazionale ‘Si può fare in azienda. Aziende, lavoro e disturbo psichico’. I primi risultati emersi da un campione di 1000 aziende rivelano che solo il 6,2% di esse occupa disabili, di cui il 2,2% ha un disturbo psichico e solo il 0,6% viene retribuito. Sebbene il secondo campione di 495 imprese riporta dati più rassicuranti, si rimane sbalorditi di fronte a questo rapporto ingiusto. Un risultato piacevole ed interessante è invece che il 70% delle imprese che ha partecipato all’intervista ha dichiarato che l’esperienza lavorativa con un diversamente abile è stata molto o abbastanza positiva. Questo è un dato che conforta e che lascia sperare in un cambio di rotta culturale.

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